Musei Setteponti

Il Trittico del Masaccio e la sua storia

Scritto da Sandro Fabrizi
Il Trittico di San Giovenale più comunemente conosciuto come Il Trittico del Masaccio, si trova al Museo Masaccio di Cascia di Reggello (Fi) ed è considerato l’opera prima del rinascimento fiorentino, la sua storia però è molto originale.
Il dipinto è datato 23 Aprile 1422, come riportano le lettere capitali umanistiche qui usate per la prima volta in Europa dal pittore di San Giovanni Valdarno.
La paternità del Masaccio però è stata riconosciuta solo nel 1961 per cui fino ad allora il Trittico ha subito non poche traversie in cui tra l’altro le tre tavole furono scomposte ed andò smarrita la cornice.
Fino al 1961 il dipinto ebbe la sua sede naturale nell’antica chiesa di campagna di San Giovenale a soli 4 chilometri da Cascia, collocato in una posizione marginale dietro l’altare.

La storia recente del Trittico di San Giovenale

  • Durante la Seconda Guerra Mondiale, il contadino della chiesa per non esporlo alle razzie di opere d’arte da parte delle milizie tedesche, se lo nascose in camera da letto e poi nella tinaia ricoperto dal fieno, tale seppur casuale accorgimento permise di proteggerlo dai tarli.
  • Finita la guerra il Trittico fu ricollocato nella sua sede originale dietro l’altare di quella chiesina esposta all’umidità ed a tutte le intemperie della campagna che potevano danneggiarlo.
  • Nel mese di Aprile del 1958 si reca a San Giovenale l’architetto Angelo Polisello, allora presidente dell’Azione Cattolica della Diocesi di Fiesole il quale fu subito colpito dalla forza espressiva di questo dipinto e dai capelli biondi della Madonna, caratteristica inconfondibile del Masaccio.
  • Passarono ancora tre anni prima che il Trittico fosse definitivamente riconosciuto da Luciano Berti e portato a Firenze alla mostra di “Arte Sacra Antica” per poi essere restaurato e studiato.
  • Dal 1965 al 1988 fu parcheggiato in disparte nei magazzini della Galleria degli Uffizi.
  •  Nel 1988 fu finalmente riportato in Valdarno e collocato all’interno della Pieve di Cascia dove è restato fino al 2007.
  • Nel 2007 fu di nuovo trasferito nel Museo Masaccio d’ Arte Sacra che rimane la sua attuale sede permanente insieme ad opere di altre firme dell’arte fiorentina come il Ghirlandaio ed il Bronzino.
  • Da gennaio a marzo 2011 il Trittico ha avuto di nuovo restauro per poi essere trasferito ed esposto a Torino nella Reggia di Venaria in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
  • Dall’aprile 2012 è ritornato nella sua sede del Museo Masaccio per essere ammirato da tutti nella sua nuova veste.

About the author

Sandro Fabrizi

Lavoro nel settore turistico da più di 25 anni. Mi piace raccontare quella parte di Toscana in cui vivo da sempre: il Valdarno Superiore, se vi va lasciatevi ispirare.

Lascia un Commento

Iscriviti alla Newsletter

Rimani aggiornato su cosa vedere nel Valdarno e d'intorni
Nome
Email
Secure and Spam free...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi