Luoghi da vedere Pratomagno

La vecchia strada del Casentino

Scritto da Sandro Fabrizi
L’abitato di Reggello già dalle prime notizie storiche risalenti tra il 1336 ed il 1342 si trovava nel crocevia di due importanti vie di comunicazione: la Cassia Vetus (oggi la strada dei Setteponti) che percorreva tutto il Valdarno sotto le alture del Pratomagno e la Via del Casentino che si snodava verso il crinale di valico.

Quest’ultima oggi ha perso la sua importanza ma già nel medioevo era assai utilizzata da montanari e pastori per condurre il loro bestame nell’importante piazza del mercatale di Reggello, per regolarne il massiccio afflusso c’era anche una stazione doganale che oggi si può ritrovare nel suggestivo percorso che dal ponte di Dogana, sul lato sinistro del torrente Resco, percorre la via ponte dei Tintori e passa sotto un nucleo di case attraverso un arco stretto.
Parte del tracciato della della Vecchia Via del Casentino oggi lo si può ritrovare nel sentiero CAI n°16 che ho scoperto grazie ad un’escursione guidata dell’associazione locale GECO specializzata proprio nel far conoscere le aree protette di Reggello.
La salita verso il crinale riserva piacevoli sorprese come il medioevale Ponte a Enna mentre in mezzo ad un bosco ricco di castagni attraverso vari corsi d’acqua con originali passerelle che rendono l’escursione ancora più piacevole.
Il percorso diventa più impegnativo in località Macereto dove c’è l’unico tratto della vecchia strada ancora lastricata in pietra e riconducibile alle tipiche costruzioni romane, purtroppo il rotolamento dei tronchi d’albero verso valle e le varie frane ne hanno deteriorato la conservazione ma fino a 20 anni fa era ancora transitabile con un fuoristrada.
La salita continua sfiorando il sentiero CAI n°15 che porta alla Foresta di Sant’Antonio fino ad arrivare al Varco di Reggello a quota 1354 metri nel crinale del Pratomagno con un dislivello di quasi 900 metri dal punto di partenza anche se la Vecchia Strada del Casentino prevedeva di scollinare in un altro punto con una pendenza molto più lieve.

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Sandro Fabrizi

Lavoro nel settore turistico da più di 25 anni. Mi piace raccontare quella parte di Toscana in cui vivo da sempre: il Valdarno Superiore, se vi va lasciatevi ispirare.

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