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La Badia a Soffena a Castelfranco di Sopra (Ar) e la sua metamorfosi

Scritto da Sandro Fabrizi

L’ex Abbazia di San Salvatore a Soffena, più conosciuta col nome di Badia a Soffena, nascosta nella campagna fra piante di olivi, è il miglior biglietto da visita per chi arriva a Castelfranco di Sopra (Ar) dalla panoramica strada dei Setteponti.
Ecco la mappa per arrivare:

Il complesso architettonico è composto dalla chiesa, la torre campanaria, il chiostro ed il convento.

Le sue antiche origini risalgono al 1014 ma all’interno del convento sono ancora visibili gli scavi di una chiesa ancora più vecchia che sembra risalire a prima dell’anno mille, si pensa intorno all’ottocento, quindi dello stesso periodo della Pieve di Gropina a Loro Ciuffena (Ar).
Dal 1090 passò sotto la giurisdizione del Convento di Vallombrosa, nel 1394 venne completamente ricostruita con caratteri gotici ancora visibili; profonde trasformazioni subì anche nel nel Seicento e Settecento quando fu addirittura sconsacrata e venduta a privati che ci ricavarono un frantoio, un fienile e fu anche luogo di riparazione per i carri agricoli.

L’attuale aspetto lo si deve ad un’attento restauro iniziato nei primo anni sessanta e concluso nel 1968.
Nei locali dell’ex frantoio oggi trovano dimora due urne funebri tornate alla luce in seguito a scavi archeologici: una di queste è composta da laterizi e l’altra da grosse lastre di pietra serena che si pensa risalire all’epoca longobarda.

Anche il chiostro, come s’intuisce dalla composizione dei capitelli, presenta segni di epoche differenti: da un lato in laterizio e dall’altro in pietra.

Il campanile, edificato ancor prima della chiesa, aveva la funzione di torre d’avvistamento lungo il tracciato dell’allora Cassia Vetus, ed anche oggi è possibile scorgere dalle sue ariose bifore, la vicina chiesa di San Michele, la Pieve di Pian di Scò (Ar), da cui dipendeva in atichità, mentre voltando lo sguardo direzione dei monti del Chianti, anche la Badia a Coltibuono,… nelle giornate limpide si riconoscono addirittura i rilievi delle Alpi Apuane!

La parte più caratteristica dell’intero complesso è però l’interno della chiesa che però vi racconterò in un altro posto (VEDI QUI).

About the author

Sandro Fabrizi

Lavoro nel settore turistico da più di 25 anni. Mi piace raccontare quella parte di Toscana in cui vivo da sempre: il Valdarno Superiore, se vi va lasciatevi ispirare.

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