Balze del Valdarno Informazioni

Quando il Valdarno era un lago: le sue origini

Il Valdarno Superiore
Scritto da Sandro Fabrizi

Forse non tutti sanno che fino a centomila anni fa il Valdarno era un lago. La sua conformazione fisica infatti lo ricorda molto bene. Basta percorrere la Strada dei Setteponti, oppure affacciarsi dalle colline di Cavriglia, Montevarchi e Figline Valdarno,  oppure meglio ancora dal Pratomagno.

Quando il Valdarno era un lago

Per raccontare la storia geologica di questo fazzoletto di Toscana bisogna tornare indietro fino a 3 milioni e mezzo di anni fa.  Le fasi che hanno interessato la formazione del Valdarno Superiore furono 3: la prima che va da 3 milioni e mezzo di anni fa fino a 2 milioni di anni fa, la seconda che va da 2 milioni di anni fa fino a 100.00 anni fa, la terza fase è quella che ha dato l’assetto attuale alla zona.

Quando il Valdarno era un lago

La prima fase ed il primo lago pliocenico

Alla fine dell’era pliocenica si era già formata la dorsale appenninica del Pratomagno ed i monti del Chianti. Nel mezzo ai due rilievi montuosi si creò una depressione. Le acque di scorrimento in superficie, non potendo più defluire, formarono un lago che aveva una lunghezza di circa 20 chilometri. Era localizzato nella zona a ridosso dei monti del Chianti e si estendeva fin dove si trova ora il letto dell’Arno. In quel periodo il clima era molto più caldo ed umido di adesso. Nelle sue sponde  cresceva una fitta vegetazione in cui vivevano grossi mastodonti e tapiri. I depositi vegetali, insieme alle carcasse di animali che finivano nel bacino e all’argilla che faceva da isolante, attivarono una torbiera dando vita al processo di formazione del carbone fossile.  Dopo milioni di anni diventerà il più grosso giacimento di lignite xiloide d’Italia. Era il giacimento di Castelnuovo dei Sabbioni sfruttato fino all’inizio degli anni novanta.

Quando il Valdarno era un lago

Per approfondimenti vi consiglio una visita al museo delle miniere di Cavriglia.

Il secondo lago

Circa 2 milioni di anni fa il territorio del Valdarno subì un ulteriore abbassamento che provocò la nascita di un nuovo bacino più grande e profondo del precedente. Si estendeva da Laterina a Rignano sull’Arno e dai Monti del Chianti fino al Pratomagno. Il Valdarno era un lago che misurava 40 chilometri di lunghezza e 10 di larghezza. I vari corsi d’acqua che scendevano a valle, con il loro carico di argilla, sabbia ed in seguito materiali più grossolani come ghiaia e ciottoli, provocarono il riempimento del lago e la formazione di una nuova grande pianura. Il clima diventò meno caldo e più temperato. Le nuove condizioni ambientali favorirono l’estinzione della fauna precedente e l’arrivo di animali tipici della foresta tropicale come elefanti, ippopotami rinoceronti e scimmie.

Quando il Valdarno era un lago

Sono molti i reperti animali e vegetai ritrovati di questo periodo, alcuni anche fossilizzati. Oggi si possono vedere al Museo Paleontologico di Montevarchi, forse il più importante d’Italia su questo genere. Tra i vari ritrovamenti c’è lo scheletro di un grosso mammut, resti di tigri dai denti a sciabola, ghepardi e iene giganti e molti altri ancora.

Il Valdarno prende forma

Circa centomila anni fa il lago del Valdarno cessò di esistere definitivamente.  A causa di vari movimenti sismici ci fu una spaccatura della crosta terreste nella zona di Incisa Valdarno (da cui ne deriva il nome) che provocò il deflusso delle acque. Si creò così un reticolo di corsi d’acqua che scendevano dalle alture e sfociavano in un grosso fiume a valle: l’Arno. Dal centro del lago furono rimosse miliardi di tonnellate di fanghiglia e materiali argillosi. Ciò provocò la formazione di piccole valli, dossi e colline, quindi un paesaggio più modulato del precedente. Il nuovo habitat favorì l’estinzione dei grossi mammiferi tropicali che qui non trovarono più le condizioni ideali per viverci.

L’attività erosiva delle acque trovò maggior resistenza sulle sponde del lago, in particolar modo nella zona a ridosso alla montagna del Pratomango. Qui dove i depositi sedimentati erano più duri da scalfire, si formano delle strani pareti verticali che ancora oggi possiamo ammirare: sono le Balze del Valdarno.

Quando il Valdarno era un lago

Ancora oggi si può vedere molto bene come il paesaggio fu modellato in quella fase, basta salire al borgo di Piantravigne e guardarsi intorno:

  •  da una parte c’è una bella veduta delle balze dell’acqua zolfina,
  • dall’altra. uno scorcio spettacolare della valle dell’Arno fatto di morbide colline e dolci avvallamenti.

Quando il Valdarno era un lago

Leonardo da Vinci scoprì che il Valdarno era un lago

Il primo che si accorse che il Valdarno era un lago fu Leonardo da Vinci. Lo testimoniano i suoi appunti nel codice Hammer in cui descrive perfettamente la zona:

…questa valle riceveva sopra il suo fondo tutta la terra portata dall’acqua di quella intorbidata, la quale si vede ancora ai piedi del Pratomagno restare altissima…

La sua curiosità si focalizzò su quelle strane colline solcate dai torrenti (le balze del Valdarno) e ne fu talmente impressionato da raffigurarle in alcuni suoi dipinti tra cui anche nel paesaggio della Gioconda.

Quando il Valdarno era un lago

Un terreno molto fertile

L’origine lacustre della valle dell’Arno ne ha fatto da sempre uno dei terreni più fertili d’Italia. Ciò fu riconosciuto già dai tempi del grande storico romano Tito Livio il quale passando da queste parti la descriveva così:

La regione era delle più fertili d’Italia, essendo le campagne Etrusche tra Firenze ed Arezzo ricche di frumento, bestiame e di ogni specie di prodotti.

Nonostante l’abbandono delle campagne, ancora oggi si può apprezzare la bellezza e la fertilità di questo paesaggio, specialmente nella bella stagione, quando la campagna si veste di mille colori.

Quando il Valdarno era un lago

Conclusione

Tutto questo racconto per dimostrare che il Valdarno Superiore ha una storia molto affascinante che merita di essere conosciuta ed apprezzata di più. Se perciò visitate queste zone, le sue colline, le sue valli e specialmente le sue balze, ricordatevi che non siete davanti a semplici rilievi di argilla solidificata ma si tratta di uno spaccato ancora ben tangibile di storia geologica del nostro paese.

Il Valdarno era un lago

About the author

Sandro Fabrizi

Lavoro nel settore turistico da più di 25 anni. Mi piace raccontare quella parte di Toscana in cui vivo da sempre: il Valdarno Superiore, se vi va lasciatevi ispirare.

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