Informazioni Prodotti tipici

Il giaggiolo (o iris): coltivazione e lavorazione

La coltivazione del giaggiolo
Scritto da Sandro Fabrizi

La coltivazione del giaggiolo è molto diffusa nel Valdarno, ecco il perché.

A maggio e giugno si può vedere lungo la strada dei Setteponti, tra balzi e pianori, filari di giaggioli che colorano il paesaggio. E’ un fiore che trova il suo habitat naturale nelle colline sabbiose di queste zone, dove l’acqua non ristagna, tra i 250 ed i 600 metri. Nel periodo della fioritura i petali vellutati mettono in risalto tutta la loro bellezza e rendono ancor più piacevole percorrere questa antica via della Toscana.

Coltivazione del Giaggiolo

Il giaggiolo (o iris) può essere di vari colori, dal blu scuro, al marrone, al bianco, ma quello tipico ed anche più redditizio per la lavorazione, è di color lilla.

Coltivazione iris

Coltivazione e lavorazione del giaggiolo

Fino alla fine degli anni ’80 la coltivazione del giaggiolo era abbastanza diffusa da queste parti in quanto la vendita della sua radice,  chiamato rizoma, consentiva buoni guadagni per il sostentamento delle famiglie contadine. E’ molto richiesto infatti dalle aziende di cosmetici ed in erboristeria, che ci ricavano la base per tutti i profumi. Oggi la produzione è drasticamente scesa ma ancora c’è qualcuno che la pratica secondo la vecchia tradizione.

La pianta del giaggiolo ha un ciclo di vita di tre anni, dopodiché viene sbarbata per la lavorazione. Nei mesi più caldi intere famiglie si riuniscono per la mondatura del rizoma. Viene praticata con uno speciale coltellino, chiamato roncolo, seguendo un’antica tecnica tramandata di padre in figlio.

rizoma del giaggiolo

Il rizoma dopo essere stato lavato, viene tagliato a fette e messo al sole ad essiccare su stuoie di legno. Al termine di questo procedimento è pronto per la vendita. La sua destinazione finale è il mercato francese dove si concentrano le maggiori case produttrici di profumi.

Coltivazione del giaggiolo

Il giaggiolo però è bello anche da vedere, ed anche se oggi non è così facile trovarne ampie distese, in piccole quantità è ancora coltivato da molte famiglie, in ricordo di questa antica tradizione locale.

About the author

Sandro Fabrizi

Mi piace raccontare quella parte di Toscana in cui vivo da sempre: il Valdarno Superiore, se vi va lasciatevi ispirare.

Lascia un Commento

Iscriviti alla Newsletter

Rimani aggiornato su cosa vedere nel Valdarno e d'intorni
Nome
Email
Secure and Spam free...

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi