A San Giustino Valdarno, lungo la strada dei Setteponti c’è una deviazione che conduce ad una località molto caratteristica da farla sembrare quasi magica: è il Borro arroccato su uno sperone di roccia e circondato da strapiombi naturali, le sue origini risalgono al lontano 1039 e grazie alla sua particolare collocazione non ha subito rilevanti trasformazioni nel tempo ed è arrivato fino ai giorni nostri conservando la sua peculiarità messa poi in risalto dagli attenti lavori di restauro della famiglia Ferragamo attuale proprietaria; già dalla discesa che conduce al suo ingresso, uno splendido scorcio anticipa quello che andrò a raccontare.
Il camminamento è rimasto lastricato in pietra com’era una volta, impreziosito da ornamenti floreali che nel periodo primaverile esplodono di colori e profumi ma anche nella stagione più fredda si possono apprezzare suggestive meraviglie della natura come ad esempio nelle mattine nebbiose quando i tetti sembrano sospesi sopra la foschia che avvolge il suo canyon.
Il percorso in salita aumenta la sensazione di scoperta passando tra piccoli negozi artigiani mentre i bambini rimangono affascinati dalle botteghe animate in miniatura e dalla ricostruzione della favola di pinocchio fatta dentro particolari box tutti meccanizzati nei quali sono raffigurate le scene principali; a fianco c’è anche una riproduzione in legno di tutto il paese.
Dopo aver percorso tutto il perimetro esterno, nella zona più centrale mi piace vagare tra gli stretti vicoli che conducono fino alla minuscola piazza dove un piccolo loggiato mi anticipa un’altra esclusiva di questo antico borgo:
il presepe, che affascina da sempre grandi e piccini, visitabile tutto l’anno ma nel mese di Dicembre e durante le feste di Natale riesce davvero a trasmettere un’atmosfera particolare.
All’uscita merita una visita anche la piccola chiesa di fianco, ben conservata con esposto una copia della Sacra Sindone.

