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Il Valdarno nel paesaggio della Gioconda

Scritto da Sandro Fabrizi

Il dipinto più famoso al mondo è sicuramente “La Gioconda” di Leonardo da Vinci che da sempre ha fatto discutere. Non solo per il misterioso sorriso della Monna Lisa ma anche per il paesaggio della Gioconda su cui sono state fatte le più bizzarre supposizioni incrementate con il libro ed il film “Il Codice da Vinci”,  per cui vorrei contribuire a fare un pò di chiarezza sul tema.

Leonardo ed il Valdarno

Prima di tutto mi voglio soffermare su l’interesse che il Genio aveva per il Valdarno ed in particolare per lo strano fenomeno delle Balze. Nate in seguito al prosciugamento di un grosso lago qui esistente già 2 milioni di anni fa, a tal proposito ecco cosa scriveva nel suo celebre codice Hammer:
“…Questa valle riceve sopra il suo fondo tutta la terra portata dall’acque di quella intorbidata, la quale ancora si vede a’ piedi di Prato Magno restare altissima dove li fiumi l’an consumata; e infra essa terra si vede le profonde segnature de’ fiumi che quivi son passati…”
Questo suo interesse  fu alimentato tra il 1502 e 1503, anni in cui ebbe modo di attraversare spesso la piana del Valdarno Aretino per tornare a Firenze dalla Val di Chiana dove gli erano stati assegnati importanti incarichi. La Gioconda è datata fra il 1503 ed il 1506. Di quel periodo ci sono altre due sue opere come “La Vergine delle Rocce” e “Sant’Anna” in cui si ritrovano tracce di questo paesaggio.

Il ponte della Gioconda

Altro elemento rilevante dietro la Gioconda è il ponte che si vede sulla destra, identificato nel 1999 con quello di Ponte a Buriano dal prof. Carlo Starnazzi, tale rivelazione suscitò molto clamore, riportata anche dalla trasmissione televisiva “Superquark” di Piero Angela oltre che a livello internazionale con visite addirittura di una TV giapponese.

In epoca più recente uno meticoloso studio dell’Associazione Culturale “La Rocca” di Laterina ha smontato questa teoria sostenendo che il ponte della Gioconda attraversava l’Arno nelle vicinanze del loro paese ed era il Ponte di Valle, franato nel 1703 e poi ricostruito lì vicino in località Romito.

Di quel ponte oggi ne è rimasto solo un’arcata. Quell’arcata è diventata il punto cardine da cui sono derivate le minuziose ricerche di ricostruzione virtuale ed hanno prodotto questo sensazionale risultato che vedete in foto, molto simile a quello del dipinto, considerando anche l’equivalente numero di arcate.

Il paesaggio della Gioconda

E’ stato dedotto inoltre che il paesaggio del famoso dipinto è proprio quello collinare che si vede affacciandosi dal Castello di Laterina e ponendo lo sguardo dal lato della strada statale, oltre la zona industriale dove tra la fitta vegetazione si ritrovano frammenti di balze (ora di dimensioni più contenute) come quelle dipinte da Leonardo. ecco qui come si presenta oggi la zona.
Il riepilogo molto interessante di questa ricerca è scaricabile anche in formato pdf  ed ha trovato i favori anche del Prof. Antonio Paolucci, già ministro per i beni culturali ed attuale direttore dei Musei Vaticani, che in una lettera all’associazione ha avvallato la tesi.

Conclusione

Vorrei puntualizzare comunque che questo studio non sminuisce l’importanza artistica dell’imponente Ponte a Buriano che tra l’altro, le truppe tedesche non ebbero il coraggio di far saltare in aria durante la Seconda Guerra Mondiale. Altro dato fondamentale è che dista da Laterina solo una manciata di chilometri ed entrambi le località si trovano nel Valdarno Superiore, la terra delle Balze, per cui le altre ipotesi fantasiose sul paesaggio della Gioconda sono da abbandonare definitivamente. Inoltre la mia constatazione finale è che il bellissimo paesaggio del Valdarno è stato raffigurato nel dipinto più famoso del mondo, quindi un ulteriore e rilevante spunto per far conoscere meglio e valorizzare questa terra.

I paesaggi di Leonardo da Vinci

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Sandro Fabrizi

Mi piace raccontare quella parte di Toscana in cui vivo da sempre: il Valdarno Superiore, se vi va lasciatevi ispirare.

19 Comments

  • Grazie Chris, Il paesaggio della Giconda continua e continuerà sempre a far parlare di sè ma mi sembrava giusto focalizzare l'attenzione su alcuni dati storici riguardanti il Valdarno e Leonardo da Vinci che troppo spesso vengono ignorati.
    Grazie anche della fiduccia su questo blog, ci saranno tanti altri tesori nascosti da raccontare.

  • Amo molto la Toscana sia per i suoi paesaggi sia per le sue città ricche di storia e di arte. Piacere mi chiamo Tiziana ci siamo sentiti sul gruppo di FB e sono venuta a conoscere il tuo spazio. A presto.

  • Complimenti x tutto. Sono una figlinese in esilio ke credeva conoscere tutto del Valdarno e della Toscana…helas mai mi sono tanto istruita ke leggendo il vostro blog. Le foto mi fanno rivedere i miei posti tanto amati! Grazie di cuore!

  • Mi dispiace contraddire la tesi che il ponte della Gioconda sia il ponte di Buriano. Il paesaggio della Gioconda è come una fotografia di una zona ben precisa che si trova a valle di Firenze e comprende anche il Masso della Gonfolina.
    Il prof.A. Giulio Niccoli su TusciaMedia.com del 22.01.2013 riporta:"Molti storici sono ormai convinti che il Masso della Gonfolina, assieme all'Arno e il ponte di Signa, sia perfettamente dipinto dietro il capolavoro della Gioconda".
    A disposizione per ogni chiarimento.
    Emilio Lazzeri

  • Gentile Emilio,
    La ringrazio della sua segnalazione ma volevo puntualizzare che in questo post non si evidenzia la tesi di Ponte a Buriano ma piuttosto quella di Laterina ed il particolare interesse di Leonardo da Vinci per il territorio del Valdarno Superiore caratterizzato dall'originale fenomeno delle Balze, montagne rocciose che il Genio ha riproposto nei paesaggi di molti dei suoi dipinti oltre a quello della Gioconda.
    Tante altre ipotesi sono state fatte sul misterioso paesaggio, come il sud della Francia, la pianura lombarda, il ponte di Bobbio, ultimamente la Valmarecchia ed il Montefeltro. Altre ancora probabilmente ne verranno, ma nessuno si è mai preoccupato di confrontarsi con la dettagliata e meticolosa documentazione di Laterina che recentemente è stata fatta pervenire anche alla direzione del Louvre.

  • Gentile Sandro,
    La ringrazio per la precisazione, scusandomi per l'imprecisione. Con l'indicazione del ponte di Buriano intendevo riferirmi alla zona del Valdarno Superiore come paesaggio della Gioconda.
    Non vorrei per nessuna ragione entrare in polemica su questo argomento molto delicato ; si tratta di evidenziare, motivandole, le rispettive opinioni. Per quanto riguarda la tesi del paesaggio della Gioconda a valle di Firenze, questa è supportata da ben dodici elementi di riscontro sul territorio fiorentino.
    Già nel 1939 il famoso geologo Antonio Pietrantoni formulò, ne "La cifra paesaggistica di Leonardo; dal primo disegno alla Gioconda", la tesi che il paesaggio della Gioconda corrisponda alla Gonfolina, sia cioè sovrapponibile alla sponda sinistra dell'Arno, essendosi rinvenuta (con la costruzione della Ferrovia Leopolda) un'antica stampa il cui lucido si sovrapponeva fedelmente al profilo paesaggistico leonardasco.
    Distinti saluti.
    Emilio Lazzeri

  • Gentile Emilio,
    Grazie di questi nuovi dettagli riguardo all'ipotesi a valle di Firenze che non conoscevo ma che arricchiscono la discussione su di un argomento già molto dibattuto.
    Accetto molto volentieri la sua tesi senza nessun velo di polemica e mi viene in mente che sarebbe interessante confrontarla con quella di Laterina, magari fissando un'incontro con l'"Associazione Culturale la Rocca" che si occupa da molto tempo del caso e dal cui castello è tuttora ben identificabile quel paesaggio.

  • Gentile Sandro,
    Sono in grado di aggiungere un altro elemento di riscontro del territorio Signese-Fiorentino, rispetto al paesaggio della Gioconda.
    Nel nostro incontro glielo farò presente.
    Distinti saluti.
    Emilio Lazzeri

  • La insistenza nel considerare lo sfondo della Gioconda ispirato a paesaggi del Valdarno appare oggi anacronistica. Le tesi dello Starnazzi sono ormai considerate del tutto non fondate. Basta pensare alle corrispondenze tra fiume del dipinto che scorre in una valle stretta e rocciosa e la valle piatta attraversata dal Ponte di Buriano. Così come pensare che la parte alta rappresenti calanchi e non alpi é insostenibile. Recenti studi dimostrano corrispondenze tra paesaggi del lago di iseo e del fiume Oglio nella zona di Calepio, incontrivertibili, non riconosciuti soltanto da chi non li vuole vedere. Anche la modella, con buona pace del Vinceti, non può essere Lisa Gheerardini come ha dimostrato un recente saggio della studiosa Elfriede Knauer "Lo scialle giallo della Gioconda. Osservazoni sui ritratti femminili del rinascimento". Quel che mi sorprende é la perseveranza nella fideistica tesi della nascita toscana del dipinto di Leonardo. Anche il termine Gioconda, come dimostra sempre la Knauer, signofica "donna che da piacere" e non "moglie di Francesco del Giocondo". Sarebbe ora di pronuiovere un confronto serio per uscire una volta per tutte dalle incrostazioni costruite dagli storici dell'arte per confrontarsi seriamente sua sullo sfondo sia sulla identità della modella. Spero di non aver scandalizzato ma n on se ne può più di luoghi comuni ormai insostenibili. Sandro Albini

  • Caro Sandro,
    Vorrei ricordare che in questo articolo si evidenzia principalmente la stretta somiglianza del Paesaggio della Gioconda con la vallata di fronte al castello di Laterina (Ar) e non la tesi di Ponte a Buriano dello Stamazzi.

  • Al Sig. Sandro Albini
    Trovo giustissima la proposta di confrontare le varie tesi che riguardano il paesaggio della Gioconda…Purtroppo il Prof Starnazzi, che è stato il capostipite di tutti i vari studi e ipotesi, non potrà difendere la sua teoria….
    Lo stesso discorso può valere per il personaggio dipinto, che fino a prova contraria, è indiscutibilmente monna Lisa Gherardini.
    Per quanto mi riguarda ho portato avanti,insieme al Sig. Boreno Borsari la tesi che il paesaggio della Gioconda sia riconducibile al valdarno fiorentino, a valle di Firenze, portando come prova oltre dodici elementi di riscontro sul suddetto territorio , tutti documentabili.
    Emilio Lazzeri
    Email: firenzeemilio@simail.it

  • Vi invito a valutare anche l'ipotesi che il paesaggio sia quello della Val di Chiana che il ponte sia quello di Buriano e che la finestra da cui si vede il panorama sia quella del Castello di Rondine e no quello di Quarata come ipotizzato e il tutto sarebbe confermato dalla presenza a destra della Gioconda di una struttura con molta probabilità un tetto che rappresenterebbe il tetto del Mulino che si trovava appunto sotto il castello di Rondine e sulla sponda destra dell'Arno a valle del ponte di Buriano Tale tesi è da me inclusa nel libro di prossima uscita "IL VERO CODICE DA VINCI" http://agostino-de-santi-abati.webnode.it/
    Agostino de Santi Abati

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