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Il parco di Sammezzano: non solo sequoie

Scritto da Sandro Fabrizi

Il  parco di Sammezzano, con un’estensione di circa 260 ettari, è uno dei più vasti di tutta la Toscana,  si trova nel comune di Reggello (Fi) nel cuore del Valdarno fiorentino, circondato dalla Riserva Naturale di Vallombrosa, la Foresta di San Antonio e l’area protetta delle Balze.

Rinomato, oltre che per il suo Castello, per il più vasto numero di sequoie secolari esistente in Italia:  le prime furono impiantate nel 1851 dal suo ideatore il Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, oggi alcune di queste superano i 35 metri d’altezza ed i 5 metri circa di circonferenza:

la sequoia gemella, la più grande del parco, arriva quasi a 8 metri e mezzo di circonferenza.

Le sequoie però non sono l’unica particolarità del parco di Sammezzano perché qui vegetano numerose altre specie arboree tra cui il leccio la fa da padrone in quanto ha trovato un microclima ideale che gli permette una riproduzione perpetua, per tale motivo il bosco di leccio che si è sviluppato è uno dei più grandi della Toscana.

Nella vasta estensione del parco sono presenti solo due prati che fanno da cornice alle sue bellezze più rilevanti:

  • il primo, a metà della salita che porta al castello, che  fa da corollario alle sequoie secolari;
  • il secondo invece si trova proprio davanti al castello quasi ad esaltare la sua bellezza. A fianco si trova la  ragnaia, un bosco fitto che serviva come luogo di cattura degli uccelli.

Ma il parco presentava anche altre particolarità di cui oggi ne rimane solo qualche traccia come ad esempio il ponte in stile moresco, cunicoli sotterranei con grate di areazione in superficie, una grotta nella quale era collocata la statua di Venere, vasche, fontane, giochi d’acqua ed angoli appartati in cui dedicarsi alla meditazione ed alla lettura.

Alla destra del Castello, nascosto tra la vegetazione, è tuttora visibile il così detto “mostro” di cemento, una struttura in muratura che doveva ospitare un grosso albergo con circa settanta camere, l’opera non fu mai completata ma anzi, ne decretò il declino e la chiusura agli inizi degli anni Novanta.
Di solito nelle aperture straordinarie del Castello ci si concentra solo nelle sue sale interne ma in quelle occasioni spesso ci sono guide locali che si offrono volontariamente di raccontarvi la particolarità del parco di Sammezzano ed è sicuramente da da approfittarne, inoltre tale escursione viene riproposta saltuariamente anche quando il castello è chiuso.

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Sandro Fabrizi

Mi piace raccontare quella parte di Toscana in cui vivo da sempre: il Valdarno Superiore, se vi va lasciatevi ispirare.

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