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La Garzaia di Figline Valdarno

 Gli argini dell’Arno che collegano Figline Valdarno a San Giovanni lungo la riva destra del fiume presentano una pista ciclabile su ghiaia che consente di fare belle passeggiate a piedi o in bicicletta lontano dal traffico.
Ai bordi della strada bianca, in una superficie di circa 4 ettari sono stati ricavati negli anni ’80 una serie di piccoli laghi artificiali che servivano per il lavaggio degli inerti. All’interno di quest’area si trova la Garzaia di Figline Valdarno.
Ci si può arrivare anche in macchina dalla statale 69 deviando per la strada interna che dalla località Carresi conduce alla stazione di servizio per le auto a metano.
Ecco qui la mappa per orientarsi meglio:

Che cos’è la Garzaia di Figline Valdarno

La Garzaia è una zona umida ed assai rigogliosa di piante da farla sembrare una piccola foresta in cui nidificano varie specie di aironi protetti tra cui la garzetta, la nitticora e l’airone bianco; il nome deriva dal richiamo chiassoso dei vari esemplari che la popolano come per scoraggiare eventuali intrusioni di altri animali.

 Dal 20 Febbraio 1995 è stata istituita Area Protetta e riconosciuta come  Zona di Protezione Speciale (ZPS) lungo le Rotte di Migrazione dell’avifauna e all’interno sono stati censiti 250 nidi di nitticore pari al 27% di quelli dell’intera Regione Toscana, quindi un dato molto rilevante. Per apprezzare meglio questo spettacolo naturalistico ho partecipato ad un escursione guidata in cui ho potuto visitare alcuni dei laghi artificiali e vedere qualche esemplare di airone.
La vera e propria Garzaia copre un’area di circa 1 ettaro e mezzo e si trova nel tratto di argini che vanno dalla località Carresi fino a Restone.
E’ delimitata da canneti, alte piante di pioppo bianco, salice bianco e sambuco che ricordano molto l’isola d’Arno che c’è nell’Oasi di Bandella, talvolta alcune di esse si trovano distese sulle sponde in quanto il terreno paludoso ne compromette la loro stabilità.

Quando visitarla

Il periodo migliore per visitare quest’area protetta è a fine primavera dove l’elevato numero di uccelli presenti la rendono particolarmente chiassosa e se visitata in piccoli gruppi in silenzio si può cogliere tutto il suo fascino, ma anche in autunno, quando la vegetazione è meno rigogliosa, con un binocolo si possono riconoscere le varie nidificazioni sugli alberi.

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