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Ombre e misteri di Sammezzano

Scritto da Sandro Fabrizi
 L’originale Castello di Sammezzano, uno dei più spettacolari di tutta la Toscana, custodisce anche molti misteri ed ombre sul suo passato davvero inquietanti che pochi conoscono e che vale la pena raccontare.

Il suo ideatore, il Marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes d’Aragona, era sicuramente un megalomane che volle ricreare a Sammezzano un ambente talmente particolare da “trasportare”, attraverso le sue stanze, i pochi eletti che lo potevano visitare in un viaggio in oriente, da cui sosteneva che derivasse gran parte della cultura occidentale.

Dopo la sua morte a causa di una rara forma di paralisi progressiva , le spoglie furono custodite in un sacrario a lato del castello, su cui vigilavano le statue di due leoni piangenti.
Dopo la chiusura del castello agli inizi degli anni novanta, purtoppo si sono verificati tanti saccheggi tra cui, nel 2005, anche uno di questi leoni, confessato da i due ladri che un anno dopo si ammalarono della stessa paralisi progressiva del marchese!
La maledizione è continuata anche per i successivi proprietari del leone rubato come riportato anche da un vecchio articolo de “La Nazione”.
Il Castello si diceva anche che fosse animato da “strane presenze“, testimoniate anche da chi ci lavorava: il fantasma del Marchese, nelle notti più tempestose, provocava strani rumori e sbattimenti di porte, senza comunque dimostrarsi ostile verso i presenti, anche per questo l’allora portiere di notte lo ribattezzò amichevolmente Tiberio.

Ma la maledizione del castello ha colpito anche i proprietari che si sono succeduti dopo la morte del Marchese e tutti quelli che hanno cercato di specularci sopra, ne è la riprova negli anni ottanta, la costruzione dell’enorme “mostro” di cemento a poche decine di metri, in cui creare un nuovo albergo e centro congressi, ma non fu mai terminato, anzi provocò fallimento della struttura.
Una delle tante leggende che avvolgono di mistero Sammezzano, dice che tutti coloro che vorranno arricchirsi e speculare alle spalle del Castello, andranno in rovina, e così è stato, e tutt’ora le divergenze d’interessi che ci sono all’interno dell’attuale proprietà inglese non consentono il recupero dell’intera struttura abbandonata a se stessa.

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Sandro Fabrizi

Mi piace raccontare quella parte di Toscana in cui vivo da sempre: il Valdarno Superiore, se vi va lasciatevi ispirare.

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