Alle porte del Chianti La valle dell'Arno Musei

Il museo sulla vita contadina

Scritto da Sandro Fabrizi

Il particolare museo della civiltà contadina di Gaville si trova sulle colline di Figline Valdarno poco distante dal vecchio borgo di Gavillaccio, ospitato nei locali della canonica accanto alla bellissima pieve romanica di San Romolo, qui sotto la mappa.

 

Io ci sono stato tante volte fin da piccolo, ma visitarlo ora nell’era dell’iphone dove tutto scorre veloce ha un significato molto particolare perché si riesce ad apprezzare l’arte, la pazienza e la dedizione con cui venivano eseguiti tanti lavori ormai dimenticati; all’ingresso c’è anche un elenco dei mestieri scomparsi ed alcuni oggi ci sembrano molto bizzarri come ad esempio il bigonaio (colui che costruiva le bigonce, originali recipienti di legno per il trasporto dell’uva appena colta), il carradore (riparatore di carri agricoli) ed il pinattolaio (raccoglitore di pigne).

La prima delle 14 stanze espositive è dedicata alla tessitura ed stupefacente fermarsi ad osservare il telaio con tutti i suoi intrecci di fili che erano sapientemente manovrati da mani esperte con tanta precisione.

Il fiore all’occhiello del museo è rappresentato dal  monumentale frantoio in pietra del  1729, qui  è conservato anche un particolare orcio di terracotta in cui il frantoiano raccoglieva le rimanenze della spremitura considerate un piccolo profitto e per questo era chiamato guadagnolo .

La cosa che mi è piaciuta di più è la ricostruzione nei minimi dettagli della sala da pranzo di una volta con la tavola  imbandita, la zuppiera di coccio, le mezzine per l’acqua, la madia per il pane e tantissimi altri dettagli da trasportare il visitatore in quell’epoca; lo stesso effetto si più percepire anche visitando la camera da letto.

Il salone più ampio è dedicato al raccolto del grano in cui si trovano  tutti gli attrezzi  che servivano dalla semina fino alla raccolta tra cui la macchina per la battitura ed un grosso carro in legno.

Nella vita contadina c’era molta devozione ai Santi e qui possiamo ritrovare tanti riferimenti come una lapide a Sant’Antonio Abate protettore degli animali, e una nutritissima collezione di santini nella splendida cripta.

Il museo attualmente  conta all’interno più di 6.500 pezzi, un dato molto rilevante considerato che nacque  quasi per caso nel 1974 quando per una festa paesana un gruppo di persone decise di esporre i propri attrezzi usati nella vita rurale; oggi così ricco di oggetti riesce a rinverdire i ricordi delle persone che hanno vissuto quella realtà ed è da considerarsi uno strumento didattico per i più giovani.

Se volete scoprire il mondo contadino di una volta troverete tutte le informazioni per visitarlo a andate sul sito Museo Gaville.

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Sandro Fabrizi

Mi piace raccontare quella parte di Toscana in cui vivo da sempre: il Valdarno Superiore, se vi va lasciatevi ispirare.

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