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Il castello di Terranuova Bracciolini

Scritto da Sandro Fabrizi

Le origini di Terranuova Bracciolini risalgono al 2 Aprile 1337 quando per volere della signoria fiorentina nacque ai margini delle Balze la terza ed ultima delle Terre Nuove fiorentine edificate nel Valdarno, col nome di Castel Santa Maria ed ospitava le comunità locali di Ganghereto, del Terraio, del Pozzo, delle Cave e di Pernina che volevano sfuggire al dominio dei Conti Guidi; solo nel 1862 acquisì il nome attuale  in onore del suo cittadino più illustre, Poggio Bracciolini, già cancelliere della Repubblica di Firenze fra il 1453 e 1459.
Le 5 comunità che popolarono il castello portarono dietro con se le loro tradizioni religione ed ognuna delle quali ricostruì la propria chiesa dando vita a San Niccolò a Ganghereto, San Bartolomeo al Pozzo, Santa Maria a Pernina, San Biagio ai Mori, San Matteo alle Cave e San Niccolò al Terraio; oggi ancora esistenti solo le prime quattro.
La cinta muraria fu costruita fra il 1350 e 1364 con pietrame proveniente in prevalenza dal vicino torrente Ciuffenna; a protezione c’erano 4 torri d’angolo che s’innalzavano per 9 metri sopra le mura, 4 torri sulle 4 porte di accesso intervallate da 16 torricelli per un totale di 24 punti di avvistamento a difesa del castello, inoltre il perimetro esterno era protetto da un fossato attraversabile con ponti levatoi solo nei 4 punti d’ingresso.

All’interno delle mura il disegno urbano voluto da Arnolfo di Cambio prevedeva 2 strade maestre, il cardo e il decumano (oggi via Roma con Via Garibaldi e Poggio Bracciolini), che s’intersecano nella piazza principale (oggi piazza della Repubblica), e l’incrocio con le altre vie prevedeva la formazione di isolati simmetrici di dimensioni decrescenti man mano che ci si allontanava dal cenntro.
E’ assai curioso consatare che questa piazza ha le identiche dimensioni di quella di Castelfranco di Sopra (90 x70 braccia fiorentine), a testimonianza della stessa persona che le ha disegnate.
In piazza della Repubblica, oltre al municipio si trova anche la Pieve di Santa Maria dove sull’architrave del campanile è riportato l’anno di costruzione del castello; dal 2010 però è un pò offuscata dalla gigantesca ed ultra-moderna chiesa di Santa Maria Nuova, costruita appena fuori le mura ed inaugurata il 9 Ottobre.

In alcune strade, come a San Giovanni Valdarno, sono ancora visibili pittoreschi palchetti che regalano al visitatore godibili scorci come ad esempio in via de Medici ed in via Toti.

Il bel castello di Terranuova Bracciolini purtroppo nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, fu pesantemente compromesso dalle milizie tedesche ma ancora oggi ne rimangono importanti tracce come il tratto di mura che si affaccia a sud nel parcheggio di via San Tito dove si vede anche un torricello ed una delle 3 torri perimetrali ancora esistenti mentre le altre si trovano nella piazza San Francesco ed all’estremità sud di Via Piave (detta anche torre dei Pompieri), qui lungo tutta la strada sono ancora intatte le mura anche se offuscate dai grossi alberi lungo tutto il perimetro.

Delle 4 porte d’accesso non è rimasto niente, ma si può riconoscere all’imbocco di via Poggio Bracciolini i resti di una di queste.

Il mio suggerimento finale è d’ invitarvi ad una interessante passeggiata nel centro storico di Terranuova Bracciolini, magari lontano dai giorni della Festa del Perdono che si tiene a settembre quando è superaffollato, per apprezzare tutto il suo fascino e la bellezza delle chiesine del popolo ancora esistenti dove all’interno sono custodite interessantissime opere d’arte.

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Sandro Fabrizi

Mi piace raccontare quella parte di Toscana in cui vivo da sempre: il Valdarno Superiore, se vi va lasciatevi ispirare.

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