La valle dell'Arno Luoghi da vedere

Il villaggio minerario di Santa Barbara

Scritto da Sandro Fabrizi

L’ex villaggio dei minatori di Santa Barbara si trova nel comune di Cavriglia (Ar) poco prima di arrivare alla centrale Enel, lungo la Strada Provinciale delle Miniere che sale verso Castelnuovo dei Sabbioni; fu costruito per dare alloggio ai tanti operai che venivano da fuori, su disegno in modo molto schematico tracciando una serie di strade che tutt’ora s’incrociano perpendicolari formando isolati simmetrici; i primi lotti abitativi furono quelli delle due palazzine di fronte alla chiesa, consegnati agli operai nel 1941.
Il villaggio ha svolto questa funzione fino agli inizi degli anni sessanta quando sono iniziate le estrazioni di lignite a cielo aperto e lentamente si è snaturato, ma restano ancora ben visibili molti segni di quel passato,

Da piccolo mio babbo mi portava spesso qui a fare visita ad una zia e ricordo che era facilissimo sbagliare isolato perché tutti uguali, anche gli appartamenti tutti uguali di quattro stanze con una di passo adibita a cucina-soggiorno e le altre tre ed il bagno ad essa collegate, le persiane erano fatte con degli stoini di legno che in qualche blocco sono ancora visibili; le abitazioni inizialmente non prevedevano il garage ma furono costruiti in un secondo momento nella parte posteriore, a schiera uno accanto a l’altro.

In questi giorni il villaggio ha un aspetto tipicamente autunnale con i suoi viali alberati tutti ingialliti che lo rendono ancora più particolare; all’ingresso si trova un casottino circolare in cemento che era la vecchia edicola oggi spostata nella palazzina a fianco e quindi adibito a simbolo di benvenuto per chi arriva.
Faccio un  giro a piedi e trovo un gruppetto di veterani del posto, tra i pochi che abitano ancora qui da quando è stato costruito e che hanno lavorato nelle miniere, gli chiedo informazioni più specifiche e vedo che i loro occhi s’illuminano e subito attaccano con racconti ed aneddoti anche molto curiosi di quella dura vita da giovani.
 Mi spiegano come era organizzato il villaggio, dove si trovava la vecchia tinaia, gli alloggi più privilegiati degli impiegati, ben riconoscibili dalle arcate, poi due di loro mi mostrano orgogliosi nel loro giardino un rosticcio di lignite in ricordo di quel passato.
Ci spostiamo alla chiesa dove a lato si trova l’unico esemplare rimasto di carrello su rotaie usato nell’estrazione della lignite e qui esposto a memoria delle tante vittime e di tutte quelle persone che hanno legato la loro storia a questo luogo, alcune delle quali qui ricordate nei nomi delle strade.
 Sicuramente oggi l’ex villaggio di Santa Barbara non attrae molto come meta escursionistica e forse anche tante delle famiglie che lo popolano ora, non ne conoscono bene la particolare origine, ma secondo me merita di essere rivalutato per l’importante ruolo svolto nella storia del Valdarno nel dopoguerra.

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Sandro Fabrizi

Mi piace raccontare quella parte di Toscana in cui vivo da sempre: il Valdarno Superiore, se vi va lasciatevi ispirare.

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